
CHIESA MADRE DI SANTA FARA
Nel 1672 la comunità cinisense è tanto accresciuta da rendere insufficiente la piccola chiesa di Santa Caterina, tanto da spingere i Benedettini a cedere alla comunità un terreno ( con il beneplacito dell’Arcivescovo di Mazara del Vallo e della chiesa di Carini ) su cui sarà costruita l’attuale chiesa madre, aperta al culto nel 1680.
Il nuovo tempio venne dedicato a Santa Fara, vergine benedettina fondatrice dell’Abbazia di Faremoutiers in Francia, il cui culto venne chiaramente introdotto dai Benedettini. Borgundofara, questo era il suo nome prima di diventare monaca, venne da subito amata dagli abitanti di Cinisi, che ogni anno le dedicano una grande festa.
[CURIOSITÀ: proprio per questo motivo uno dei nomi più diffusi in questo paese ( ed alquanto raro ) è proprio Faro/Fara.]
Tornando al nostro edificio sacro, esternamente risulta molto sobrio ed elegante: il visitatore è immediatamente colpito da una possente facciata a capanna decorata con una trabeazione e un rosone. Sul laterale destro troviamo il campanile decorato nel secolo scorso con una cuspide in maioliche verdi e la canonica. L’interno è decorato secondo i canoni architettonici benedettini, che prevedevano un edificio non molto decorato in modo da non distrarre i fedeli intenti nella preghiera ( allo stesso filone ideologico appartengono la Chiesa Madre di Borgetto e la Basilica Abbaziale di San Martino delle Scale ), ma nonostante tutto risulta ricca di opere pregevoli. Al suo interno, costituto da un’unica aula con volta a botte, oltre a materiale lapideo di rilievo, sono presenti varie opere significative come:
La statua di Santa Fara e relativa reliquia, la Statua di San Giuseppe, la statua di San Benedetto e la cappella del Crocifisso con la passio istoriata nell’arco della cappella, ed altri quadri che arricchiscono la chiesa come il martirio di Santa Barbara di Filippo Randazzo, pittore protagonista della scena barocca palermitana tra i più abili. Quasi tutte le opere qui inserite risalgono al XVIII sec. e dunque originali rispetto alla costruzione dell’edificio. Sul presbiterio sono collocate, adiacenti rispetto al quadro di Santa Fara, le statue dell’Immacolata Concezione e del Sacro Cuore di Gesù. Si conserva inoltre il corpo di Santa Filocia Martire, portata qui da Roma. Questa parrocchia, Arcipretura, gode anche di una pregevole collezione di opere d’arte esposta nella canonica, tra le quali si annoverano dei quadri raffiguranti gli apostoli, la biblioteca benedettina, paramenti sacri, una portantina e la vara di Santa Fara. Sotto questa chiesa è stato costruito un notevole e ben conservato complesso di cripte diviso in più ambienti, nato per ospitare i corpi dei defunti del paese che da questo momento in poi non saranno più portati a Carini per essere seppelliti.
CHIESA DEL SS SACRAMENTO O DI SAN GIOVANNI BATTISTA – CHIESA DELLE ANIME SANTE DEL PURGATORIO
Proseguendo in ordine di importanza, ma anche di bellezza, il comune di Cinisi possiede altre due meravigliose chiese degne di essere ammirate per il loro patrimonio artistico: quella di San Giovanni Battista e quella delle Anime Sante del Purgatorio. Venne benedetta nel 1767 dall’Abate Gesualdo Di Stefano e costruita dalla popolazione come sede della Confraternita del SS Sacramento, che provvide anche alla costruzione di una personale cripta sotto di essa, ancora esistente ma trasformata e riadattata ad altri usi. La Chiesa è pregevole per le sue tre cappelle, una delle quali ospita l’Immacolata Concezione, ed i quattro quadroni affrescati posti nelle pareti. Esternamente, come sopra l’altare, troviamo una nicchia raffigurante il titolare San Giovanni Battista. La facciata è divisa in due ordini, sobriamente decorati con lesene corinzie e culminante con un loggiato, decorato con vasi che simulano delle torce. Il campanile della chiesa è forse l’elemento maggiormente distintivo, proprio per la sua deliziosa cuspide in maioliche verdi e bianche.
La chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, dello stesso stile architettonico, ma più sobria, è stata invece costruita molto più tardi, nel 1851, con fondi provenienti dalla Confraternita di Santa Fara e dalla Famiglia Sbacchi. Anch’essa dotata di cripta, ospita decorazioni rococò. Notevole è il cappellone della chiesa con due opere della scuola dello Zoppo di Gangi e l’altare con colonne tortili in stucco.
CINISI DEVOTA: IL SANTUARIO DELL’ECCE HOMO E LA MADONNA DEL FURI
Sulla Via Nazionale, o SS 113, insiste all’incrocio con il corso Umberto I, asse viario principale del paese di Cinisi, un Santuario dalle fattezze neoromaniche, il cui campanile ricalca vagamente il disegno di quelli della Cattedrale di Palermo. È consuetudine, tra chi ogni giorno transita presso questa strada, fare il segno della croce davanti all’immagine dell’Ecce Homo posta in una cappelletta adiacente al luogo di culto: si tratta proprio del Santuario dell’Ecce Homo, dedicato anche a Maria SS Addolorata, eretto dalla popolazione nel 1885 proprio nel luogo dove un tempo era presente una cappella con un’altra immagine dell’Ecce Homo. Gli elementi più peculiari dell’esterno, ossia il rosone e il campanile, furono aggiunti solo in seguito, rispettivamente nel 1956 e negli anni 20 del 1900. L’interno è abbastanza semplice e raccolto, con volta a botte e lesene marroni che spezzano il candore delle pareti.
Un’altro importantissimo luogo di devozione è il Santuario della Madonna del Furi, posto lungo la strada che conduce alle località montane del paese, come l’antico Feudo di Gifina, poi unito del tutto a Cinisi grazie a Fazio di Fazio. Nel 1718 un viandante, Antonio Briguglio, ebbe presso una roccia lungo questa strada la visione di una figura femminile ( Maria ) che recitò lui queste parole: ” Andate indietro e fate sapere al vostro arciprete che la mia immagine si trova da piu’ anni in un canto di questo campestre casamento e che piu’ non mi si presta culto, lasciandomi nella dimenticanza. Abbia cura il parroco di risvegliare nei fedeli la devozione “.
Dunque l’uomo si recò dal parroco, che la sera stessa ebbe avuto la medesima visione: concordi sull’immediato provvedimento da prendere, si recarono a venerare l’immagine Mariana, dove qualche anno dopo, nel 1758, verrà costruito un santuario per volere dell’Arciprete Don Cesareo da Palermo.
Negli anni a venire si susseguirono vari eremiti, com’è consuetudine in luoghi di questo tipo, per mantenere anche il culto che altrimenti rischiava di affievolirsi nuovamente. Oggi il culto è ancora presente, e viene festeggiato in estate proprio come un’altro culto locale: quello verso la Madonna di Trapani. Il Santuario è esternamente abbastanza semplice, e all’interno è molto raccolto: tra le decorazioni gradevoli della volta a botte e le poche ma semplici opere, spicca al centro la meravigliosa immagine della Madonna del Rosario tra i santi Domenico e Rosa, poi denominata Madonna del Furi proprio per il fiume che scorre sotto il tempio. Dell’antica strada che giungeva ai monti sopravvive un suggestivo ponte in pietra, appena visibile dalla strada carrabile, di origine abbastanza antica.
CINISI PIA: IL COLLEGIO DI MARIA E LA CHIESA DI SANTA MARIA DI GESÙ SANTOCANALE
Nel 1808 a seguito di una copiosa donazione da parte dell’Arciprete Alongi, che aveva espresso esplicitamente nel suo testamento che i soldi sarebbero dovuti essere destinati alla ragazze povere come dote, viene costruita la futura sede locale della Collegine, l’opera Pia del Collegio di Maria, uno dei tre edifici che domina la piazza del paese. Questa struttura, comprendente il collegio più una pregevole chiesa con un particolare soffitto a cassettoni, ebbe una funzione sociale ed educativa molto importante per il Paese. Questa però non fu l’unica realtà religiosa femminile del paese: Nella seconda metà dell’ottocento arrivò da Palermo una certa Carolina Santocanale, che si prodigò nell’istituzione di un Orfanotrofio e di altre istituzioni, con altre sorelle, poi passate sotto il titolo di Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes. Questa donna fu proprio Santa Maria di Gesù Santocanale, a cui si attribuisce un miracolo avvenuto proprio presso il convento, e a cui le donne di Cinisi mostrano una forte devozione, visitando la sua cella nel monastero da lei fondato, nonché principale luogo di culto.
CHIESA DI SANTA FARA CLICCA QUI