Nel 1836, un decreto di Ferdinando II di Borbone sancì l’unione del villaggio di Favaretta al comune di Terrasini, separandolo da Cinisi. Prima di allora, i due territori erano distinti ma legati da vicende comuni, soprattutto religiose.
Durante il Medioevo, dopo la conquista normanna, le terre vennero concesse in feudo a nobili e ordini religiosi. Cinisi passò dai Pipitone ai Benedettini di San Martino delle Scale, che incentivarono l’agricoltura tramite contratti di lunga durata. Terrasini, inizialmente possedimento dei La Grua, conobbe numerosi passaggi di proprietà, finché nel 1716 tornò alla stessa famiglia dopo un lungo contenzioso.
Nel 1676 fu istituita la parrocchia di Santa Fara a Cinisi e, nel 1707, una chiesa fu costruita a Favaretta per i pescatori. Con la Costituzione Siciliana del 1812 fu abolito il sistema feudale e le terre divennero proprietà privata.
Nel XIX secolo Terrasini si espanse fino alla zona della Paternella. Dopo la morte del Duca d’Orléans nel 1887, il feudo dello Zucco fu diviso.
Nel secolo successivo molti giovani emigrarono in cerca di fortuna, soprattutto verso l’America. Parallelamente, grazie alla sua posizione costiera nel Golfo di Castellammare, Terrasini iniziò a svilupparsi come centro turistico.
Origine del nome “Terrasini”
L’etimologia del nome “Terrasini” è incerta e affascinante. Le ipotesi principali sono:
– Latina: da “terra” (terreno agricolo) con suffisso “-sini”, forse legato a un’antica famiglia o a un toponimo.
– Greca: da “terras”, indicante un tipo di campagna.
– Feudale: con “-sini” collegato a un dominio o possedimento.
– Araba: ipotesi meno documentata.
– Popolare: da “terra di Sini”, antico nome familiare o personale.
La spiegazione più accreditata è che derivi da “terra sinus”, ovvero “terra del golfo”, in riferimento alla sua posizione naturale. Tuttavia, anche le altre teorie fanno parte del patrimonio culturale locale.

